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venerdì 18 gennaio 2008

Panino al Prosciutto


beh parlare dei libri, per me è sempre difficile... perché ognuno, infine, ci legge cose sempre diverse, sfumature particolari, tutto (giustamente) è relativo...
ma "panino al prosciutto", per me, è meraviglioso... indescrivibile.
Charles Bukowski è un grande scrittore, non è pesante, anzi è molto scorrevole, ma intanto da moltissimi spunti di riflessione...

Da wikipedia:

(questo è il titolo del romanzo in italiano, edito da Guanda e da Teadue, che con le sue 327 pagine è il più esteso tra quelli citati) racconta il primo periodo della vita di Bukowski-Chinaski, dagli anni dell'infanzia a quelli dell'abbandono dell'Università e della casa paterna, nonché dell'ingresso nella nota vita randagia e pericolosa tra stanze in affitto, risse, birre, vino e whisky. Il romanzo si chiude in una giornata storica: è il 7 dicembre 1941, le radio annunciano l'attacco giapponese di Pearl Harbor e Chinaski, che sta facendo il giro dei bar con l'amico Becker, il quale sogna di diventare scrittore ma nel frattempo si è arruolato nei Marines, rimane ancora una volta solo perché l'altro deve immediatamente ritornare alla base militare. Dal primo episodio del Taccuino di un vecchio sporcaccione (1969, uno dei ‘titoli’ più noti di Bukowski), e da un racconto della raccolta A sud di nessun nord (1973), intitolato "Questioni di politica", sappiamo anche che questo amico non tornerà mai più dalla guerra.

In questo romanzo duro, crudele, disperato, ma anche ironico e tenero, tutto è affrontato con toni privi di ogni retorica e di ogni facile consolazione. Tra molte altre cose, c'è la crisi economica e occupazionale americana seguita alla Grande Depressione degli anni Trenta; ci sono i genitori patetici, conformisti e violenti (soprattutto il padre, nei confronti del quale il giovane Chinaski arriva a concepire pensieri parricidi sul modello di Ivan Karamazov: cfr. cap. 48°); c'è la scoperta voyeuristica e onanistica del sesso e la bruciante consapevolezza di esserne escluso per una devastante acne che rende orribile il protagonista agli occhi degli altri e di se stesso; c'è la rivolta contro le ipocrisie sociali del lavoro, del successo e dell'amor di patria; c'è la scuola in cui le gerarchie sociali sono riprodotte ed esasperate; ci sono i professori grotteschi e repressi e le professoresse seducenti e materne; ci sono gli amici e le rivalità feroci per la leadership e per accaparrarsi le ragazze; e c'è infine il sentimento umiliante dell'esclusione che sfocia in un cupio dissolvi nell'alcol e nell'emarginazione, cui soltanto lo sfogo della scrittura disperata e compulsiva darà una sublimazione e una speranza di riscatto.

Io lo consiglio vivamente... è davvero un gran bel libro!

1 commenti:

Prescia ha detto...

grandissimo!!!!
complimenti per la scelta!