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giovedì 17 luglio 2008

Andrea



"Questa canzone la dedichiamo a quelli che Platone chiamava, in modo poetico, i figli della luna; alle persone che noi chiamiamo gay oppure, per una strana forma di compiacimento, diversi, se non addirittura culi. Mi fa piacere cantarla così, a luci accese, a dimostrare che oggi si può essere semplicemente se stessi senza bisogno di vergognarsi."
[Fabrizio de Andrè Presentazione durante il concerto tenuto al Teatro Smeraldo di Milano (19/12/'92)]

10 commenti:

tommi ha detto...

Dio, ma quanto sei avanti (e non mi riferisco solo ad Andrea o Fabrizio)!
Complimenti...
tommi

Anna ha detto...

Non finirò mai di sorprendermi e compiacermi per la tua sensibilità. Piccola mia, se non esistessi,dovrebbero inventarti :-)

C'è stato il tuo compleanno, ora nei hai 17.Un mondo di auguri e mille baci. Sei grande!!!!!

Saretta ha detto...

grazie tommi!!!

@mamy
SMACK!!!!
sto arrossendo, e non scherzo!

mi hai scoperta! poi comunque dicevo che avevo 17 anni da quando ne ho compiuti 16 quindi mi sento ancora bella piccina....
grazie bacissimo!!!

Andrew ha detto...

adoro questa canzone! grande De Andrè

Ciao Saretta, bacio

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Davvero brava per questo post.

dawoR*** ha detto...

gli alberi non deludono mai :) dawoR***

Saretta ha detto...

@andrew
no, di più!!!
bacio!

aniele
grazie!!! :)

@dawor
;)

Darjo ha detto...

complimenti per la scelta, e soprattutto per la dedica ;)

Giangidoe ha detto...

Bella canzone, bel post, e blog interessante.

irene ha detto...

grande faber....."ma voi che siete uomini, sotto il vento e le vele, non regalate terre promesse a chi non le mantiene.."