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lunedì 4 febbraio 2008

Storie di ordinaria follia

scusate la breve pausa di 3 giorni, sono andata in montagna a sguazzare nella neve...
comunque almeno ho letto un libro che stavo leggendo da un sacco di tempo quasi 3 settimane, nonostante fosse un libro meraviglioso.

Storie di ordinaria follia, comprato subito dopo aver letto il mio primo libro di Bukowski: "panino al prosciutto".
piena di straordinarie aspettative sono andata a comprerare questo libro piuttosto conosciuto.

beh che dire, quell'uomo era un genio completamente folle (la maggior parte delle volte le due cose coincidono....) meraviglioso a scrivere, non ti lascia un minuto di tregua...


Il titolo originale è Erections, ejaculations, exhibitions and general tales of ordinary madness (1967) e la dice lunga sul contenuto.



Si tratta, in sostanza, di una autobiografia di Bukowski in forma di numerosi brevi racconti che descrivono la vita di uno scrittore squattrinato che trascorre le sue giornate a Los Angeles tra corse di cavallo all'ippodromo, sbronze colossali e donne di dubbia moralità. Il tutto condito da una profonda sensibilità artistica e umana che, per difendere se stessa, si nasconde dietro un cinismo spietato e ad alto gradiente alcolico.

Bukowski non racconta balle, né a se stesso né agli altri: è miseramente schietto perché nella miseria umana vede l'unica condizione in cui vivono gli uomini. Ne è cosciente, sa che così non dovrebbe essere, ma sa anche di non avere le forze per opporsi e così, alla fine, cerca di trarre il massimo che può da un mondo malato e destinato all'autodistruzione.

La vita, la morte, l'amore, il sesso, il denaro...tutto visto in un'ottica profondamente cupa e pessimista.

In un racconto scrive che, alla visita militare, gli fu congedato con un: "Troppo sensibile per andare in guerra", e, tutto sommato, è questa la sintesi più sincera che si può fare della sua opera e della sua vita, considerato che i due aspetti, nel suo caso, erano intrinsecamente legati.
Bukowski riesce a vedere con perfetta lucidità l'infelicità umana, la follia dell'oppressione dell'uomo sull'uomo, è un maestro nel dare quadri psicologici completi e dettagliati, se pur brevi come flash, dei personaggi più disparati.

Spesso è stato accusato di essere uno scrittore cinico e volgare ma, a mio parere, quello che a molti critici può esser sembrato inaccettabile è la sua visione spietatamente nichilista, quel suo mettere a nudo ogni aspetto miserevole della vita umana mostrandocelo così com'è: nudo e crudo e, soprattutto, senza nessuna possibilità di riscatto o di redenzione.
bellobellobello!

http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=673480

2 commenti:

Antonio Buono ha detto...

Ciao Saretta,
se passi dal mio blog c'è una sorpresa per te!!!

Andrew ha detto...

bentornata dalla vacanza sulla neve Saretta!

Deve essere un libro interessante...