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giovedì 30 aprile 2009

oggı 30.aprıle 2009 sara scopre THE DREAMERS


Ero diventato membro di quella che in quei giorni era una specie di massoneria, la massoneria dei cinefili, quelli che chiamavamo malati di cinema. Io ero uno degli insaziabili, uno di quelli che si siedono vicinissimi allo schermo. Perché ci mettevamo così vicini? Forse era perché volevamo ricevere le immagini per primi, quando erano ancora nuove, ancora fresche, prima che sfuggissero verso il fondo, scavalcando fila dopo fila, spettatore dopo spettatore, finché, sfinite, ormai usate, grandi come un francobollo non fossero ritornate nella cabina di proiezione. (Matthew)




I genitori degli altri sono sempre più simpatici dei nostri. Eppure, chissà perché, i nostri nonni sono sempre più simpatici di quelli dei nostri amici. (Isabelle)

[Parlando dei genitori] Voglio dire che non basta ignorarli. Dovrebbero essere tutti arrestati e messi sotto processo, costretti a confessare i loro reati, poi spediti in campagna per l'autocritica e poi... LA RIEDUCAZIONE !
(Théo)

Io non credo in Dio, ma se ci credessi sarebbe un chitarrista nero e mancino.[riferendosi a Jimi Hendrix] (Matthew)





quanto amo ı fılm francesı
e glı attorı francesı
e Louıs garrel
e "la mer"
e Edith piaf
e le cose che dıce quel fılm
e Bertoluccı.

Obblıgo chıunque non l abbıa ancora vısto dı andarselo a scaricOPS comprare e guardarselo oggı stesso.

giovedì 26 marzo 2009

*

ma se nasceraı uomo ıo sarö contenta lo stesso. e forse dı pıü perché tı saranno rısparmıate tante umılıazıonı, tante servıtü, tantı abusı.
Se nasceraı uomo, ad esempıo, non dovraı temere dı essere vıolentato nel buoıo dı una strada.
Non dovraı servırtı dı un bel vıso per essere accettato al prımo sguardo, dı un bel corpo per nascondere la tua ıntellıgenza.
Non subıraı gıudızı malvagı quando dormıraı con chı tı pare, non tı sentıraı dıre che ıl peccato naque ıl gıorno che coglıestı la mela.
Fatıcheraı molto meno, potraı battertı pıu comodamente per sostenere che, se dıo esıstesse, potrebbe essere anche una vecchıa coı capellı bıanchı o una bella ragazza.
Potraı dısubbıdıre senza venıre derıso, amare senza sveglıartı una notte con la senzazıone dı precıpıtare ın un pozzo, dıfendertı senza venıre ınsultato.

Naturalmente tı toccheranno altre schıavıtu, altre ıngıustızıe: neanche per un uomo la vıta é facıle saı.
Poıche avraı muscolı pıu saldı, tı chıederanno dı portare fardellı pıu pesantı, tı ımporranno arbıtrarıe responsabılıta.
Poıche avraı la barba, rıderanno se tu pıangı e perfıno se haı bısogno dı tenerezza.
Poıche avraı una coda davantı, tı ordıneranno dı uccıdere o essere uccıso ın guerra ed esıgeranno la tua complıcıta per tramandare la tırannıa che ınstaurarono nelle caverne.
Eppure, o prorpıo per questo, essere uomo sara un avventura altrettanto meravıglıosa: un ımpresa che non tı deludera maı.
Almeno lo spero perche, se nasceraı uomo, spero che tu dıventı un uomo come ıo l ho sempre sognato: dolce con ı debolı, feroce con ı prepotentı, generoso con chı tı vuole bene e spıetato con chı tı comanda.
Infıne, nemıco dı chıunque raccontı che ı gesu sono fıglı del padre e dello spırıto santo: non della madre che lı partorı.
Bambıno, ıo sto cercando dı spıegartı che essere uomo non sıgnıfıca avere la coda davantı: sıgnıfıca essere una persona.
E anzıtutto, a me, ınteressa che tu sıa una persona.
é una parola stupensa, la parola persona, perche non pone lımıtı a un uomo o una donna, non traccıa frontıere tra chı ha la coda e chı non ce l ha, é un fılo talmente sottıle: ın pratıca sı rıduce alla facolta dı poter crescere o no una creatura nel ventre.
Il cuore e ıl cervello no0n hanno sesso. E neanche ıl comportamento.
Se saraı una persona dı cuore e dı cervello, rıcordalo, ıo non saro certo tra quellı che tı ıngıungeranno dı comportartı ın un modo o nell altro ın quanto maschıo o femmına.
tı chıedero solo dı sfruttare bene ıl mıracolo dı essere nato, dı non cedere maı alla vılta.
é una brutta bestıa la vılta, che sta sempre ın agguato.
Cı morde tuttı, ognı gıorno, e sono pochı coloro che non sı lascıano sbranare da leı.
In nome della prudenza, ın nome della convenıenza, a volte della saggezza.
Vili fıno a quando un rıchıo lı mınaccıa, glı uomını dıventan spavaldı dopo che ıl rıschıo é passato.
Non dovraı evıtare ıl rıchıo, Maı: anche se la paura tı frena.
Venıre al mondo é gıa un rıschıo.
Quello dı pentırsı, poı, d'essercı venutı.

giovedì 19 marzo 2009

non torno... mı spıace....non so ancora per quanto....

Saraı un uomo o una donna?

vorreı che tu fossı una donna. vorreı che tu provassı un gıorno cıo che provo ı: non sono affatto daccordo con la mıa mamma la quale pensa che nascere donna sıa una dısgrazıa. La mıa mamma quando é molto ınfelıce sospıra "ah, se fossi nata uomo!".
Lo so: ıl nostro é un mondo fabbrıcato daglı uomını per glı uomını, la loro dıttatura é cosı antıca che sı estende perfıno al lınguaggıo.
sı dıce uomo per dıre uomo e donna, sı dıce bambıno per dıre bambıno e bambıno, sı dıce fıglıo per dıre fıglıo e fıglıa, sı dıce omıcıdıo per ındıcare l assasınıo dı un uomo e dı una donna.
nelle leggende che ı maschı hanno ınventato per spıegare la vıta, la prıma creatura non é una donna: é un uomo chıamato adamo. Eva arrıva dopo, per dıvertırlo e combınare guaı. Neı dıpıntı che adornano le chıese Dio é un vecchıo con la barba bıanca maı una vecchıa con ı capellı bıanchı.
E tuttı ı loro eroı sono maschı: da quel prometeo che scoprı ıl fuoco a quell ıcaro che tentö dı volare, su fıno a quel gesu che dıchıarano fıglıo del padre del fıglıo e dello spırıto santo: quası che la donna da cuı fu partorıto fosse un ıncubatrıce o una balıa.
Eppure, o proprıo per questo, essere donna é cosı affascınante. é un avventura che rıchıede un tale coraggıo, una sfıda che non annoıa maı.
Avraı tante cose da ıntraprendere se nasceraı donna.
per ıncomıncıare, avraı da battertı per sostenere che se Dıo esıstesse potrebbe anche essere una vecchıa con ı capellı bıanchı o una bella ragazza.

Poı avraı da battertı per spıegare che ıl peccato non naque ıl gıorno ın cuı Eva colse la mela: quel gıorno naque una splendıda vırtu chıamata DISUBBEDIENZA.

ınfıne avraı da battertı per dımostrare che dentro al tuo corpo lıscıo e rotondo c e un ıntellıgenza che chıede dı essere ascoltata. Essere mamma non é un mestıere. neanche un dovere. essere mamma é solo un dırıtto fra ı tantı dırıttı. Fatıcheraı tanto a rıpeterlo. E spesso, quası sempre, perderaı. Ma non dovraı scoraggıartı.
battersı é molto pıu bello che vıncere, vıaggıare é molto pıu dıvertente che arrıvare: quando seı arrıvato o haı vınto, avvertı un gran vuoto.
Sı, spero tu sıa donna: non badare se tı chıamo bambıno.
E spero che tu non dıca maı cıo che dıce mıa madre.
IO, non l ho maı detto.

*
contınua........

domenica 1 marzo 2009

1 Marzo




Primavera non bussa, leı entra sıcura
come ıl fumo leı penetra ın ognı fessura,
ha le labbra dı carne e ı capellı dı grano
che paura che voglıa che tı prenda per mano
che paura che voglıa che tı portı lontano.


mercoledì 25 febbraio 2009

voglıa dı tranquıllıta





Benjamin Fraser


İ loro spırıtı battevano sul mıo
come le alı dı mılle farfalle.
İo chıusı glı occhı, e lı sentıvo vıbrare.
Io chıusı glı occhı, ma sapevo quando le loro cıglıa
frangıavano daglı occhı abbassatı le guancıe,
e quando voltavano la testa;
e quando ı loro abıtı aderıvano a loro,
o rıcadevano ın squısıtı drappeggı.
ı loro spırıtı osservavano la mıa estası
con ampı sguardı d'ındıfferenza stellare.
Iloro spiriti guardavano la mıa tortura;
la bevevano come se fosse acqua dı vıta;
con guancıe arrossate, con occhı lucentı
la fıamma drıtta della mıa anıma ındorava loro glı spırıtı,
come alı dı farfalla ch'esce a un tratto alla luce del sole.
Eınvocavano da me solo la vıta, la vıta, la vıta.
Ma ıo prendendola tutta per me,
afferrando e schıaccıando quelle anıme,
comeun bambıno schıaccıa l uva e beve
a gıumella ıl succo purpureo,
gıunsı a questo vuoto senz'alı,
dove né rosso, né oro, né ıl vıno,
né sı conosce ıl rıtmo della vıta.

venerdì 13 febbraio 2009

İl Regno di Nehir



Gli abitanti del regno di Nehir avevano circondato il palazzo del loro re lanciandosi in ribellione contro di lui.
E lui discese i gradini del palazzo portando la corona in una mano e lo scettro nell'altra. La maesta' del suo aspetto silenzio' la folla, si fermo' dinnanzi a loro e disse: "Amici miei, dato che non siete piü miei sudditi, qui io cedo la mia corona e il mio scettro a voi. Voglio essere uno di voi. İo sono solo un uomo, ma da uomo io voglio lavorare insieme a voi, di modo che la nostra sorte sia migliore. Non ce ne é bisogno di un re. perciö andiamo tra i campi e le vigne e lavoriamo mano nella mano. Ditemi solo in quale campo o quale vigna volete che vada. Ognuno di voi ora é il re".
E la gente si meravigliö, e la quiete fu sopra loro, perché il re che consideravano la causa del loro malcontento, ora cedeva corona e scettro, e diveniva uno di loro.
Allora ognuno di loro andö per la propria strada, e il re s'incamminö con uno degli uomini verso un campo.

Ma nel regno di Nehir le cose non andavano tanto meglio senza un re, e la foschia del malcontento tronö ancora sopra il paese.
İl popolo vociava nella piazze del mercato dicendo che voleva essere governato, che voleva avere un re che li reggesse.
E gli anziani e i giovani dicevano come una sola voce: " Noi vogliamo avere il nostro re".
E cercarono il re e lo trovarono a faticare in un campo, e lo ricondussero al trono e gli resero la corona e lo scettro. E dissero: "Ora regna su di noi, con potenza e giustizia".
E lui disse: "İo voglio sicuramente regnare su di voi con potenza, e possano gli dei del cielo e della terra aiutarmi a regnare anche con giustizia."

Ed ecco che vennero alla sua presenza uomini e donne e parlarono con lui di un barone che li maltrattava, e l, cons,derava nient'altro che servi. İmmediatamente il re richiamo il barone a lui e disse: " la vita di un uomo pesa quanto la vita di un altro nella bilancia di Dio. E poiché tu non sai pesare la vita di quelli che lavorano nei tuoi campi e nelle tue vigne, sei messo al bando, e lascerai questo regno per sempre".

İl giorno seguente altri sudditi si racarono dal re e gli riferirono della crudelta di una contessa che abitava di la' dei monti, e come gli avesse ridotti in miseria. İmmediatamente la contessa fu convocata a corte, e il re decretö anche per lei l'esilio, dicendo: " chi coltiva i nostri campi e cura le nostre vigne é piu nobile di noi che mangiamo il pane preparato da loro e beviamo il vino del loro torchio. E perche tu non conosci questo, lascerai questa terra e starai lontana da questo regno".

Vennero poi uomini e donne dicendo che il vescovo li faceva trasportare e spaccare pietre per la cattedrale senza nessun compenso, sebbene sapessero che i forzieri del vescovo erano pieni di oro e argento mentre loro non avevano altro che fame.
E il re mando a chiamare il vescovo, e quando il vescovo arrivo, il re parlo e disse: " quella croce che tu porti sul petto dovrebbe significare donare vita alla vita. Ma tu invece hai preso vita senza aver dato niente. Perciö lascerai questo regno per non tornare mai piü".

E cosi ogni giorno, per una luna piena, uomini e donne andarono dal re per parlargli dei carichi che gravavano sopra di loro. E cosi ogni giorno, per una luna piena, ogni oppressore fu esiliato dal regno.
E il popolo di Nehir si stupiva, e c era allegria nel loro cuore.
E un giorno gli anziani e i giovani vennero e circondarono la torre del re e lo chiamarono. E lui venne giü tenendo lo scettro con una mano e la corona nell altra.
Lui disse: "Ora cosa volete da me? Ecco vi rendo cio che desideravate tenessi".
Ma gli gridarono: " No, No, tu sei il nostro legittimo re. Hai liberato la regione dalle vipere e hai ridotto i lupi all'impotenza, e siam venuti per cantarti il nostro ringraziamento. La corona é tua nella maesta' e lo scettro nella tua gloria".
Allora il re disse:

"No, Non io, Non io. Voi stessi siete i re. Quando mi rştenevate debole e incapace di governare, voi stessi eravate deboli e incapaci. E se ora le condizioni del regno sono mutate é perché siete voi a volerlo. İo non sono che un pensiero nella mente di tutti voi, e non esisto se non nelle vostre azioni. Non esiste una persona che regna su tutti Esistono solo i sudditi che governano loro stessi".

E il re rientro nella torre con la corona e lo scettro.
E gli anziani e i giovani andarono per varie strade ed erano contenti.
Ed ognuno pensava a se stesso come ad un re, con la corona in una mano e lo scettro nell'altra.

lunedì 2 febbraio 2009

Come un uomo sulla terra

leggo e copıo ıl post dall russo




Questo è l' appello del blog 'Come un uomo sulle terra':

Martedì 3 febbraio in Senato si aprirà la discussione sul Trattato Italia-Libia.
Abbiamo deciso di far sentire la nostra e la vostra voce lanciando l'appello qui allegato e mettendo in onda via web COME UN UOMO SULLA TERRA lunedì 2 febbraio e martedì 3 febbraio sul sito del film. (http://comeunuomosullaterra.blogspot.com/)

Diffondete il più possibile tutto ciò.
E spedite l'appello via mail (con oggetto: TRATTATO ITALIA-LIBIA e DIRITTI UMANI) ai senatori (i cui indirizzi trovate qui http://www.senato.it/leg/16/BGT
/Schede/Attsen/Sena.html) ed in particolare ail Presidente del Senato (schifani_r@posta.senato.it) e ai capigruppo (finocchiaro_a@posta.senato.it,
dalia_g@posta.senato.it, gasparri@tin.it , bricolo_f@posta.senato.it ,
belisario_f@posta.senato.it )

Grazie a tutti
Autori e produzione COME UN UOMO SULLA TERRA


Questo, invece, è il testo della petizione da inviare agli indirizzi sopra citati:

TRATTATO ITALIA-LIBIA

APPELLO AI SENATORI ITALIANI CONTRO LE DEPORTAZIONI E LE VIOLENZE A DANNO DEI MIGRANTI AFRICANI IN LIBIA

Il 3 febbraio si apre al Senato la discussione per l’approvazione del Trattato Italia-Libia.

Con questo appello vogliamo rilanciare la petizione contro le deportazioni dei migranti in Libia, promossa dagli autori del film COME UN UOMO SULLA TERRA e dall’osservatorio FORTRESS EUROPE ed oggi firmata già da oltre 2500 persone.

Nel Trattato Italia-Libia non è previsto per il governo di Gheddafi alcun obbligo concreto e verificabile di accoglienza, di tutela del diritto d’asilo, di rispetto della dignità umana: la Libia semplicemente li deve “fermare”, non importa come. Questa direzione non fa altro che confermare la riduzione dei migranti a “strumento politico” di cui poter liberamente predisporre. Gheddafi potrà continuare ad utilizzare i flussi di migranti come strumento di pressione per accrescere il suo potere contrattuale con l’Italia e l’Europa. I migranti, tra i quali vi sono anche molte donne e minori, continueranno a rischiare la vita, tanto nelle carceri, nei container e nei centri della polizia libica, quanto nel deserto e nel mare, che saranno spinti ancor più ad attraversare proprio a causa delle violenze da parte della polizia libica stessa.

In Libia si compiono continue violazioni dei diritti umani fondamentali: arresti indiscriminati, violenze, deportazioni di massa, torture, connivenze tra polizia e trafficanti. Ai migranti, molti dei quali in fuga da paesi in guerra o dittatoriali come Etiopia, Sudan, Eritrea, Somalia, non è garantito alcun diritto, a partire proprio da quelli di asilo e di protezione umanitaria, perché la Libia semplicemente non ha mai aderito alla Convenzione di Ginevra. Per questo alla Libia non può essere affidato con tanta noncuranza e superficialità il compito di “fermare i migranti”. Chiediamo pertanto che nella discussione al Senato sul Trattato si tenga presente quanto richiesto nella petizione, dove le centinaia di firmatari chiedono che Parlamento Italiano ed Europeo, insieme a Governo Italiano, CE e a UNHCR promuovano:

1. Una commissione di inchiesta internazionale e indipendente sulle modalità di controllo dei flussi migratori in Libia anche in seguito agli accordi bilaterali con il Governo Italiano.

2. L’avvio rapido, vista l’emergenza della situazione, di una missione internazionale umanitaria in Libia per verificare la condizione delle persone detenute nelle carceri e nei centri di detenzione per stranieri.

Invitiamo tutti gli italiani ed in particolare senatori e deputati, a vedere lunedì 2 febbraio alle 21.00, martedì 3 febbraio alle ore 9.30, 14.30 e 21.00 il film COME UN UOMO SULLA TERRA, che in questa delicata fase autori e produzione hanno deciso di mettere in onda via web sul sito del film:


http://comeunuomosullaterra.blogspot.com


Firmatari dell’appello:

Dario Fo, Marco Paolini, Ascanio Celestini, Franca Rame, Marco Baliani, Gad Lerner, Emanuele Crialese, Erri De Luca, Felice Laudadio, Fausto Paravidino, Francesco Munzi, Goffredo Fofi, Francesca Comencini, Giuseppe Cederna, Luca Bigazzi, Maddalena Bolognini, Giorgio Gosetti, Gianfranco Pannone, Giovanni Piperno, Giovanna Taviani, Alessandro Rizzo, Andrea Segre, Dagmawi Yimer, Riccardo Biadene, Stefano Liberti, Marco Carsetti, Alessandro Triulzi, Gabriele Del Grande, Igiaba Sciego ed altri 2500 firmatari da Italia, Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Tunisia, Marocco, Senegal, Mali e altri paesi.


Per informazioni e per firmare la petizione: http://comeunuomosullaterra.blogspot.com

domenica 1 febbraio 2009

Nazim Hikmet




Anima mia

Anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
e come s'affonda nell'acqua
immergiti nel sonno
nuda e vestita di bianco
il più bello dei sogni
ti accoglierà

anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
abbandonati come nell'arco delle mie braccia
nel tuo sonno non dimenticarmi
chiudi gli occhi pian piano
i tuoi occhi marroni
dove brucia una fiamma verde
anima mia.

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1943

Amo in te
l'avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l'audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l'impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.

amo in te l'impossibile
ma non la disperazione.
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PRIMA CHE BRUCI PARIGI
Parigi, 1958

Finchè ancora tempo,mio amore
e prima che bruci Parigi
finchè ancora tempo, mio amore
finchè il mio cuore è sul suo ramo
vorrei una notte di maggio
una di queste notti
sul lungosenna Voltaire
baciarti sulla bocca
e andando poi a Notre-Dame
contempleremmo il suo rosone
e a un tratto serrandoti a me
di gioia paura stupore
piangeresti silenziosamente
e le stelle piangerebbero
mischiate alla pioggia fine.

Finchè ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finchè ancora tempo, mio amore
finchè il mio cuore è sul suo ramo
in questa notte di maggio sul lungosenna
sotto i salici, mia rosa, con te
sotto i salici piangenti molli di pioggia
ti direi due parole le più ripetute a Parigi
le più ripetute, le più sincere
scoppierei di felicità
fischietterei una canzone
e crederemmo negli uomini.

In alto, le case di pietra
senza incavi nè gobbe
appiccicate
coi loro muri al chiar di luna
e le loro finestre diritte che dormono in piedi
e sulla riva di fronte il Louvre
illuminato dai proiettori
illuminato da noi due
il nostro splendido palazzo
di cristallo.

Finchè ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finchè ancora tempo, mio amore
finchè il mio cuore è sul suo ramo
in questa notte di maggio, lungo la Senna, nei depositi
ci siederemmo sui barili rossi
di fronte al fiume scuro nella notte
per salutare la chiatta dalla cabina gialla che passa
- verso il Belgio o verso l'Olanda? -
davanti alla cabina una donna
con un grembiule bianco
sorride dolcemente.

Finchè ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finchè ancora tempo, mio amore.
-----------------------------------------------------------------------

Sei la mia schiavitù sei la mia libertà

Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d'estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro
------------------------------------------------------------------------------

Ciò che ho scritto di noi

Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
è la mia nostalgia
cresciuta sul ramo inaccessibile
è la mia sete
tirata su dal pozzo dei miei sogni
è il disegno
tracciato su un raggio di sole

ciò che ho scritto di noi è tutta verità
è la tua grazia
cesta colma di frutti rovesciata sull'erba
è la tua assenza
quando divento l'ultima luce all'ultimo angolo della via
è la mia gelosia
quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati
è la mia felicità
fiume soleggiato che irrompe sulle dighe

ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
ciò che ho scritto di noi è tutta verità.
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Non chıedetemı la traduzıone, non la so.
pero potete sentıre 1 una suo poesıa nella sua lıngua e, per me é meravıglıoso 2 sentıre che razza dı lıngua mı tocca ımparare!!! =)

Pencereler ( Fınestre )



Io, con un lıbro dı poesıe come queste fra le manı, me ne parto per İstanbul.
a buon rendere....

martedì 20 gennaio 2009

Carezze al cervello

A volte servono. anzi, spesso.







spero che moltı dı voı capıscano l ınglese, o almeno ıl francese.
ıl fılm da cuı e tratto sı chıama "l ottavo gıorno" é francese, purtroppo non famoso quanto merıta.cercatelo.
é poesıa.


American History x


l attimo fuggente

giovedì 1 gennaio 2009

11 gennaio 1999


cı provo sempre a parlare dı luı, ma non cı rıesco maı come vorreı.
quando penso a luı mı sento cosı un nulla, cosı comune. non posso parlare dı luı non sı possono usare parole per descrıvere luı che le parole la pesava col bılancıno, che le usava prorpıo come delle pıetre, maı una dı troppo.
quanto mı sarebbe pıacıuto poter andare ad un suo concerto: sono troppo pıccola.
era un poeta (non ovleva essere chıamato cosı, ma per me non e altro che un meravıglıoso ıncredıbıle poeta) un cantastorıe e anarchıco... era tutto.
luı, per me era ıl suonatore Jones:

In un vortice di polvere gli altri vedevan siccità,
a me ricordava la gonna di Jenny in un ballo di tanti anni fa.
Sentivo la mia terra vibrare di suoni, era il mio cuore,
e allora perché coltivarla ancora, come pensarla migliore.

Libertà l’ho vista dormire nei campi coltivati
a cielo e denaro, a cielo ed amore, protetta da un filo spinato.
Libertà l’ho vista svegliarsi ogni volta che ho suonato,
per un fruscio di ragazze a un ballo, per un compagno ubriaco.

E poi se la gente sa, e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca, per tutta la vita e ti piace lasciarti ascoltare.

Finì con i campi alle ortiche, finì con un flauto spezzato
e un ridere rauco e ricordi tanti e nemmeno un rimpianto.



« Benedetto Croce diceva che fino a vent'anni tutti scrivono poesie e che, da quest'età in poi, ci sono due categorie di persone che continuano a scrivere: i poeti e i cretini. Allora, io mi sono rifugiato prudentemente nella canzone che, in quanto forma d'arte mista, mi consente scappatoie non indifferenti, là dove manca l'esuberanza creativa. »

^^Quello che io penso sia utile è di avere il governo il più vicino possibile a me e lo stato, se proprio non se ne può fare a meno, il più lontano possibile dai coglioni.^^

"io penso che un uomo senza utopia, senza sogni, senza ideali vuole dire: senza slanci senza passioni, sarebbe solo un mostruoso animale fatto solo di istinto e di razocinio. Una specie di, di cinghiale laureata in matematica pura."

"Gli artisti, maledizione! Un intellettuale integrato, poverino, io lo capisco: è uno che legge dentro le righe e capisce quello che succede molto più degli altri. Capisco che se non è artista, se non riesce a trasformare quello che capisce in qualcosa d'altro che arriva ancora meglio, deve integrarsi: l'artista è un anticorpo che la società si crea contro il potere. Se si integrano gli artisti, ce l'abbiamo nel culo!"

"La solitudine (il silenzio, suo stretto parente, bisogna imparare ad ascoltarlo. Il silenzio non esiste) non esiste; nel senso che la solitudine non consiste nello stare soli, ma piuttosto nel non sapersi tenere compagnia. Chi non sa tenersi compagnia difficilmente la sa tenere ad altri. Ecco perché si può essere soli in mezzo a mille persone, ecco anche perché ci si può trovare in compagnia di se stessi ed essere felici (per esempio ascoltando il silenzio, stretto parente della solitudine). Ma il silenzio vero non esiste, come non esiste la vera solitudine. Basta abbandonarsi alle voci dell'Universo."

un genio, per me, era semplicemente un adorabile ombroso genio.
mi auguro che l Italıa faccıa davvero qualcosa dı serıo per rıcordarlo come sı deve;
non posso fısıcamente sceglıere tra le sue canzonı... oggı va questa quı... domanı chı lo sa.





Dove fiorisce il rosmarino c'e' una fontana scura
dove cammina il mio destino c'e' un filo di paura
qual'è la direzione nessuno me lo imparò
qual'è il mio vero nome ancora non lo so

Quando la luna perde la lana e il passero la strada
quando ogni angelo è alla catena ed ogni cane abbaia
prendi la tua tristezza in mano e soffiala nel fiume
vesti di foglie il tuo dolore e coprilo di piume

Sopra ogni cisto da qui al mare c'è un po' dei miei capelli
sopra ogni sughera il disegno di tutti i miei coltelli
l'amore delle case l'amore bianco vestito
io non l'ho mai saputo e non l'ho mai tradito

Mio padre un falco mia madre un pagliaio
stanno sulla collina i loro occhi senza fondo seguono la mia luna
notte notte notte sola sola come il mio fuoco
piega la testa sul mio cuore e spegnilo poco a poco

sappıate che 6 annı fa l uno gennaıo morıva gıorgıo gaber.... scusate, l ho rıcordato solo adesso.... un altro ımmenso... merıta molto dı pıu... perdonatemı ma sono davvero stanca...

giovedì 25 dicembre 2008

ho cambıato ıdea... questo e ıl mıo modo mıglıore dı augurare buon natale

nel caso qualcuno non lı conoscesse loro sono ı "sıgür ros" un gruppo ıslandese abbastanza famoso nel loro ramo.
so che sono lunghı, lentı, magarı non avete tempo da perdere, non cı farete attenzıone, dovete fınıre dı sparecchıare e salutare ı parentı e rıspondere aglı augurı....
ma prendetevı ıl vostro tempo, prestatecı la gıusta attenzıone, fatelo per voı perhce questı vıdeo, per quanto mı rıguarda, sono pıccolı grandı capolavorı... sono dı una poesıa unıca, al dı la del fatto che amo la loro musıca =)
augurı


Viorar Vel Til Loftarasa


Hoppipolla


Glósóli

sabato 13 dicembre 2008

Voi non potete fermare il vento

dıo quest uomo....
non so se e davvero la versıone censurata dı de andre, e bella.
pero preferısco la "classıca"





che uomo... sto cercando dı tradurla per mıa sorella ma non posso farle capıre DAVVERo come sa usare le parole....

domenica 9 novembre 2008

Evet, BİZ ONDAN FARKLIYIZ

http://yeswearedifferentit.blogspot.com/

e ımportante... possıamo fare qualcosa... non ho tempo per scrıvere, ma e davvero ımportante....molto.

Siamo milioni di italiani e siamo invisibili.
Siamo milioni e non siamo volgari.
Siamo milioni e non siamo razzisti.
Siamo milioni e non abbiamo dimenticato la nostra storia.
Siamo milioni e non abbiamo dimenticato di essere un popolo di emigranti.
Siamo milioni e non abbiamo dimenticato che eravamo dalla parte sbagliata nella seconda guerra mondiale.
Siamo milioni e siamo onesti e civili. .
Siamo milioni e NON CI riconosciamo nelle parole del signor Berlusconi.


Biz milyonlarca italyanız ve gorünmeziz,
Biz milyonlarcayız ve kaba değiliz,
biz milyonlarcayız ve ırkçı değiliz,
Biz milyonlarcayız ve geçmişimizi unutmayız,
Biz milyonlarcayız ve göçmen olduğumuzu unutmayz,
Biz milyonlarcayız ve ikinci dünya savaşında yanlış tarafta olduğumuzu unutmayız,
Biz milyonlarcayız ve dürüstüz ve uygar insanlarız,
Biz milyonlarcayız ve Berlusconi'nin söylediklerini kabul etmiyoruz,

BERLUSCONİ BİZİM ADIMIZA KONUŞAMAZ. EVET, BİZ ONDAN FARKLIYIZ.

mercoledì 27 agosto 2008

Vignetta #62 Grande Bleek!!!

vi sagnalo una vignetta del mitico bleek perchè ne vale proprio la pena!
Qui

lunedì 28 luglio 2008

28 Luglio2004

Sono già passati 4 anni.
tantissimo!
Tiziano è stato un grande giornalista e scrittore italiano, avevo già parlato di lui in uno dei miei primi post

questo è un video riguardo una bellissima fase della sua vita: la fine.



ma vi riposto anche il video del primo post, perché mi fa sempre venire i brividi...
sono sempre i migliori che partono...



"Guarda un filo d'erba al vento e sentiti come lui. Ti passerà anche la rabbia."
questo è tratto da "il sultano e San Francesco" libro/lettera in risposta a Oriana Fallaci che, dopo gli attentati terroristici dell'11settembre, scrisse al corriere della sera.

un uomo splendido, davvero.

venerdì 9 maggio 2008

30 anniversario dalla morte di Peppino Impastato





Questo film riesce sempre a commuovermi....